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Vinitaly 2026, la Campania parte forte

13/04/2026

Vinitaly 2026, la Campania parte forte

Un primo bilancio, quando la manifestazione è ancora in pieno svolgimento, restituisce già un segnale chiaro: la presenza della Campania a Vinitaly 2026 sta raccogliendo attenzione, partecipazione e riscontri concreti. A Verona, nella cornice della 58ª edizione del Salone internazionale del vino e dei distillati, la Regione si presenta con numeri che raccontano la solidità del comparto e con un impianto narrativo pensato per dare ai vini campani una riconoscibilità ancora più netta. Sono 170 le aziende presenti, con circa 2.000 etichette distribuite in uno spazio espositivo di 5.600 metri quadrati, ideato attorno a un concept ispirato all’America’s Cup e costruito dall’Assessorato all’Agricoltura e dall’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania, in collaborazione con Unioncamere Campania e la Camera di Commercio di Napoli.

La risposta arrivata nelle prime giornate della manifestazione conferma che la Campania non ha scelto una semplice partecipazione di rappresentanza, ma una presenza costruita per tenere insieme promozione, identità e visione strategica. Buyer, operatori e giornalisti hanno animato il padiglione e gli appuntamenti collegati, mentre le iniziative già realizzate – dal successo del fuorisalone “Vinitaly and the City” alle masterclass sold out, fino agli incontri su export, sostenibilità ed enoturismo – mostrano un settore capace di muoversi su più livelli, dal prodotto al racconto, dalla commercializzazione all’esperienza.

Il vino come racconto dei territori e leva di posizionamento

Uno degli elementi più riconoscibili della partecipazione campana a Vinitaly 2026 è la scelta di legare il mondo del vino all’immaginario della vela, in riferimento al grande evento velico previsto nel Golfo di Napoli nel 2027. Non si tratta di un espediente scenografico, ma di una cornice simbolica che prova a restituire dinamismo, apertura internazionale e capacità di leggere il vino come parte di un sistema territoriale più ampio. L’idea, spiegata dall’assessora all’Agricoltura Maria Carmela Serluca, è quella di accompagnare il visitatore in un viaggio che attraversi non soltanto le etichette, ma anche i paesaggi, le differenze e le vocazioni delle diverse aree della Campania.

In apertura della conferenza della mattina, moderata da Luciano Pignataro, il videomessaggio di Leslie Ryan, Event Director della Louis Vuitton 38th America’s Cup, ha rafforzato proprio questa proiezione internazionale. Il riferimento a Napoli e alla Campania come futuro centro dell’attenzione mondiale ha aggiunto al racconto regionale una sponda ulteriore, capace di collegare il patrimonio enologico a una più ampia visibilità globale del territorio.

La Campania ha scelto inoltre di valorizzare con decisione il legame tra vino e cucina identitaria, puntando su appuntamenti nei quali l’enologia dialoga con simboli forti dell’agroalimentare regionale. In questo quadro si collocano la pizza napoletana 100% campana, proposta in collaborazione con l’Associazione Verace Pizza Napoletana, e la presenza della Mozzarella di Bufala Campana DOP insieme al relativo Consorzio di tutela. Il messaggio è chiaro: il vino campano non vive isolato, ma dentro un ecosistema di eccellenze che ne rafforza il valore culturale e commerciale.

Donne del vino, export e un premio che racconta il riscatto sociale

Tra i temi che stanno caratterizzando la presenza campana a Verona emerge con forza quello del ruolo delle donne del vino. La Regione ha scelto di dare rilievo a una visione imprenditoriale capace di coniugare inclusione, sostenibilità e innovazione, affidando le proprie masterclass a quattro wine expert donne. È una decisione che va oltre il segnale simbolico e si inserisce in un percorso più ampio di riconoscimento del contributo femminile nella trasformazione culturale e produttiva del settore.

Su questa stessa linea si muove anche uno dei prossimi appuntamenti più attesi, il report “Donne, vino e futuro”, realizzato dall’Associazione Donne del Vino Campania con Rural Hack, dedicato all’innovazione nelle imprese vitivinicole femminili e al rapporto con strumenti avanzati come l’intelligenza artificiale. Un’attenzione che mostra come la Campania provi a raccontarsi non soltanto attraverso le proprie radici, ma anche attraverso la capacità di interpretare i cambiamenti tecnologici e organizzativi che attraversano oggi il settore.

Durante la giornata inaugurale, l’assessora Serluca ha inoltre conferito il Premio Angelo Betti – Benemeriti della Vitivinicoltura, la Gran Medaglia di Cangrande, alla cantina Vitematta di Casal di Principe. Un riconoscimento dal forte valore pubblico, assegnato a una realtà che rappresenta un esempio concreto di riscatto sociale: dal recupero di terreni confiscati alla criminalità organizzata all’inclusione lavorativa di persone fragili o svantaggiate. È un premio che amplia il significato stesso della produzione vitivinicola e ricorda come il vino possa diventare anche strumento di rigenerazione civile, dignità del lavoro e restituzione di senso ai luoghi.

Accanto a questi temi, grande attenzione viene riservata alle nuove rotte dell’export. L’assessore alle Attività Produttive Fulvio Bonavitacola ha sottolineato come, in una fase internazionale complessa, la competitività dei vini campani dipenda sempre più dalla capacità di valorizzare l’unicità dei vitigni autoctoni, investire in qualità, sostenibilità e autenticità del racconto territoriale. La strategia, in questa chiave, non guarda soltanto ai mercati consolidati come gli Stati Uniti, ma punta anche ad ampliare la presenza verso nuove destinazioni, dall’Asia all’America Latina, dove cresce l’interesse per vini fortemente identitari.

Il programma dei prossimi giorni conferma questa impostazione. L’enoturismo avrà uno spazio specifico, con approfondimenti curati dall’Assessorato al Turismo, mentre lunedì pomeriggio il convegno “Praesentia – Campania Divina” presenterà il calendario degli eventi enogastronomici pensati per valorizzare il territorio, con la partecipazione dell’assessore al Turismo Vincenzo Maraio. Intanto i sei Consorzi di tutela vini continueranno ad animare la “Piazza Campania” con degustazioni e racconti dedicati alle eccellenze delle diverse aree produttive.

Il primo bilancio, dunque, non riguarda soltanto i numeri della partecipazione o l’affluenza registrata. Restituisce soprattutto l’immagine di una Campania del vino più consapevole della propria forza, capace di presentarsi a Vinitaly con una voce coerente, un’impostazione riconoscibile e una strategia che tiene insieme promozione, reputazione, identità e futuro. È su questo terreno che si gioca oggi la credibilità di una regione vitivinicola: nella capacità di trasformare le eccellenze in sistema e il sistema in visione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.