Salerno, Rosso Marano riporta Ugo Marano al Museo di Ogliara
09/05/2026
Lunedì 11 maggio, alle ore 10.30, nella Sala del Gonfalone di Palazzo di Città a Salerno, sarà presentata alla stampa l’esposizione “Rosso Marano”, dedicata a Ugo Marano a quindici anni dalla sua scomparsa. Alla conferenza parteciperanno il commissario straordinario del Comune di Salerno, la nuova direttrice del Museo Città creativa Filomena Daraio, il presidente dell’associazione promotrice Opificio art Vincenzo Adinolfi e il giornalista Stefano Pignataro, vicedirettore della stessa associazione.
Piatti e mattonelle nel museo ideato dall’artista
La mostra riporta l’opera di Marano negli spazi del Museo Città creativa di Ogliara, luogo che l’artista contribuì a immaginare nel 1997 e che definì un museo vivo. Ne fu direttore artistico per due anni, lasciando un’impronta legata alla ceramica, alla sperimentazione e a un’idea di arte capace di dialogare con il territorio.
Il percorso espositivo raccoglie un ciclo di opere composto da piatti e mattonelle, manufatti ceramici che restituiscono il linguaggio visionario dell’artista, conosciuto anche come “il vasaio di Cetara”. Pur poco celebrato nella sua città, Marano è presente in musei italiani e in collezioni private diffuse nel Paese. Proprio da una collezione privata, Wabi Giardini, che ospita stabilmente nei propri spazi verdi alcune sue sculture, arriva il contributo che rende possibile l’esposizione di questi lavori.
Alla conferenza stampa sarà consegnato ai giornalisti il catalogo della mostra, corredato da testi e immagini, così da accompagnare la presentazione con materiali utili alla lettura del progetto e del suo valore culturale.
Il rosso, l’Eros e il linguaggio ceramico di Marano
La curatrice Gabriella Taddeo interpreta la sequenza delle opere come un’indagine sull’Eros, inteso come energia, trasgressione sacra e tensione verso l’estasi. Nei piatti e sulle mattonelle compaiono figure stilizzate, corpi allungati, presenze immaginarie prive di identità definita, attraverso le quali la mente sembra avvicinarsi al corpo, provocarlo e risvegliarlo in una dimensione simbolica e seduttiva.
Il tema erotico emerge anche nella raffigurazione del volatile, elemento che richiama la Fontana Felice e il vocabolario iconografico dell’artista. Il colore rosso diventa uno dei fili conduttori dell’esposizione: un richiamo alle case pompeiane, alla casa dei Vetti, ma anche una materia rielaborata da Marano nel suo rosso selenio, intenso e contemporaneo.
Con “Rosso Marano”, il Museo Città creativa torna a confrontarsi con uno dei suoi riferimenti originari, restituendo alla città un frammento significativo del percorso di un artista che ha spinto la ceramica oltre la funzione decorativa, trasformandola in spazio di pensiero, corpo, memoria e libertà espressiva.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.