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Campania, IVG farmacologica in day service e seconda dose a casa

24/04/2026

Campania, IVG farmacologica in day service e seconda dose a casa

La Regione Campania cambia l’organizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica e introduce un modello che consente il ricorso al day service, con possibilità di effettuare il percorso senza ricovero ordinario e con seconda somministrazione del trattamento a domicilio. La delibera, approvata il 23 aprile 2026 dalla Giunta regionale, interviene su un ambito che finora, sul territorio campano, era rimasto legato quasi esclusivamente ai presidi ospedalieri e al ricovero nei reparti di ginecologia.

Stop al ricovero ordinario come unico modello

Il provvedimento dà attuazione concreta alla delibera regionale del 2023, rimasta finora senza piena applicazione a causa dell’assenza del PACC, il Percorso Ambulatoriale Coordinato e Complesso. Proprio questo passaggio organizzativo ha impedito fino a oggi di superare un sistema considerato non più adeguato, nel quale l’IVG farmacologica veniva garantita quasi soltanto in regime di ricovero, spesso in reparti non attrezzati con spazi dedicati.

Con la nuova delibera, la Campania entra nel gruppo ristretto di regioni italiane che prevedono un modello più flessibile, con la possibilità di eseguire l’interruzione di gravidanza farmacologica in day hospital e di completare a casa la seconda fase della somministrazione. Il cambiamento riguarda dunque l’assetto dei servizi sanitari, ma anche il modo in cui viene accompagnato il percorso assistenziale, con una maggiore attenzione alla gestione territoriale e alla personalizzazione delle cure.

Consultori e servizi territoriali al centro del percorso

Uno degli aspetti più rilevanti del nuovo impianto organizzativo è il coinvolgimento dei consultori, chiamati a rafforzare l’assistenza e il supporto lungo tutte le fasi del percorso. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è avvicinare i servizi ai territori, ridurre le differenze di accesso tra aree diverse della Campania e rendere più uniforme l’applicazione di un servizio sanitario già previsto dalla normativa nazionale.

La scelta della Giunta punta a costruire un sistema ritenuto più efficace e accessibile, fondato su percorsi assistenziali gratuiti, appropriati e monitorati, con standard omogenei su scala regionale. In questo quadro, la sanità pubblica viene chiamata a svolgere un ruolo più diretto nella tutela della salute riproduttiva, con un’impostazione che lega il tema dei diritti individuali all’organizzazione concreta dei servizi.

Le dichiarazioni di Pecoraro e Fico

L’assessora regionale alle Pari Opportunità Claudia Pecoraro ha definito il provvedimento come il superamento di un ritardo e di modalità ritenute superate, sottolineando che la nuova organizzazione mette al centro diritti, dignità e libertà di scelta. Nel suo intervento, Pecoraro ha richiamato anche le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui l’IVG farmacologica rappresenta una pratica sicura e raccomandata sotto il profilo della tutela della salute fisica, emotiva e psicologica.

Sulla stessa linea il presidente della Regione Roberto Fico, che ha parlato di un passo concreto per rafforzare autodeterminazione e tutela della salute delle donne. Fico ha evidenziato in particolare l’estensione del regime ambulatoriale e il ruolo dei consultori, indicati come strumenti utili per ridurre le disuguaglianze di accesso e assicurare accompagnamento lungo l’intero percorso. Per la Regione, la delibera rappresenta quindi un passaggio destinato a incidere sia sull’efficienza del sistema sanitario sia sulla concreta esigibilità di un diritto previsto dalla legge.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.