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Sarno, 28 anni dall’alluvione che segnò cinque comunità

06/05/2026

Sarno, 28 anni dall’alluvione che segnò cinque comunità

Il 5 maggio ricorre il ventottesimo anniversario dell’alluvione del 1998 che colpì Sarno, Quindici, Siano, Bracigliano e San Felice a Cancello, lasciando una ferita profonda nella memoria delle comunità travolte dal fango. Quella data resta legata al dolore per le vittime, alle vite interrotte, alle case distrutte e a un territorio che, in poche ore, vide trasformarsi la pioggia in una tragedia collettiva. Il ricordo assume ancora oggi il valore di un impegno civile, perché richiama la necessità di mantenere viva l’attenzione sulla fragilità idrogeologica e sulla cura quotidiana dell’ambiente.

Il ricordo delle vittime e delle comunità colpite

La memoria dell’alluvione attraversa ancora Sarno e i centri circostanti, dove il 5 maggio non è una semplice ricorrenza del calendario, ma un giorno di raccoglimento condiviso. Famiglie, amministrazioni e cittadini tornano con il pensiero a chi perse la vita, a chi vide cancellata la propria abitazione, a chi dovette affrontare lutti, paura e ricostruzione dopo una devastazione improvvisa.

Le comunità coinvolte portano ancora i segni di quella giornata, non soltanto nei luoghi fisici, ma anche nel racconto tramandato tra generazioni. Il fango che investì strade, abitazioni e campagne entrò nella storia locale come una frattura dolorosa, capace di cambiare il rapporto tra cittadini, territorio e rischio ambientale.

Prevenzione e cura del territorio come responsabilità pubblica

A ventotto anni di distanza, il ricordo della tragedia richiama una responsabilità precisa: proteggere i territori vulnerabili attraverso prevenzione, manutenzione, controllo e consapevolezza. Le aree esposte al rischio idrogeologico richiedono interventi costanti, una pianificazione attenta e una collaborazione stabile tra istituzioni, tecnici e comunità locali.

La memoria delle vittime diventa così anche un monito sulla necessità di non abbassare la guardia davanti ai fenomeni naturali e agli effetti prodotti dall’incuria, dall’abbandono del suolo e dalla mancata gestione delle fragilità ambientali. Ricordare Sarno, Quindici, Siano, Bracigliano e San Felice a Cancello significa riconoscere il valore della prevenzione come forma concreta di tutela della vita.

Il pensiero va alle famiglie colpite e a tutte le comunità che, da quel 5 maggio 1998, convivono con una memoria dolorosa ma necessaria. Una memoria che chiede rispetto, attenzione e scelte pubbliche capaci di proteggere il territorio prima che l’emergenza torni a presentarsi.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to