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Salerno, solidarietà a Marina Rinaldi dopo gli insulti

25/05/2026

Salerno, solidarietà a Marina Rinaldi dopo gli insulti

Il presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Parente, e il Consiglio provinciale hanno espresso una ferma condanna per gli episodi di discriminazione, transfobia e sessismo subiti dall’allenatrice Marina Rinaldi durante una partita disputata allo stadio “Karol Wojtyła” di Nocera Superiore. In una nota istituzionale, Parente ha manifestato piena solidarietà all’allenatrice, definendo quanto accaduto un fatto grave che non può essere considerato una semplice intemperanza da stadio, ma una ferita ai principi di rispetto, legalità e inclusione che dovrebbero guidare ogni competizione sportiva.

La condanna della Provincia dopo l’episodio allo stadio

Nel messaggio diffuso dall’amministrazione provinciale, il presidente Parente ha parlato di una pagina buia per lo sport italiano e per la società civile, richiamando il dovere delle istituzioni di reagire con chiarezza davanti a comportamenti offensivi e discriminatori. Le parole rivolte dagli spalti a Marina Rinaldi, secondo la Provincia, hanno colpito la dignità personale e professionale dell’allenatrice, ma anche il significato più profondo dello sport come luogo di crescita, aggregazione e riconoscimento del merito.

La figura di Rinaldi, prima allenatrice transgender del calcio italiano, viene indicata come un esempio di professionalità, determinazione e coraggio. La sua presenza alla guida della Longobarda Valle dell’Irno rappresenta, nelle parole del presidente, un traguardo sportivo e sociale, perché testimonia la possibilità di vivere il proprio ruolo con competenza e autorevolezza anche in ambienti nei quali pregiudizi e ostilità continuano a manifestarsi.

Parente ha evidenziato che gli insulti sessisti, le offese transfobiche e le minacce non riguardano soltanto la persona direttamente coinvolta, ma feriscono valori fondamentali come uguaglianza, rispetto e libertà di essere se stessi. Per questo, la Provincia ha chiesto che episodi di discriminazione di genere e transfobia siano affrontati dagli organi competenti con la stessa severità riservata al razzismo, compresa la possibilità di sospendere immediatamente le partite in caso di condotte discriminatorie dagli spalti.

L’appello a non lasciare il campo all’odio

Nel comunicato, il presidente della Provincia ha sottolineato la necessità di una risposta culturale forte, capace di contrastare odio e ignoranza nei campi di gioco e negli spazi pubblici. Le sanzioni economiche e i provvedimenti sportivi vengono ritenuti passaggi necessari, ma non sufficienti se non accompagnati da un lavoro educativo più ampio, rivolto a società sportive, tifosi, giovani atleti e comunità locali.

La Provincia ha rivolto a Marina Rinaldi un invito esplicito a proseguire il proprio percorso, senza permettere all’inciviltà di pochi di allontanarla dal calcio. Parente ha ricordato che il mondo dello sport sano, i cittadini che credono nei diritti civili e le istituzioni sono al fianco dell’allenatrice, riconoscendole dignità, competenza e valore umano.

Il messaggio si chiude con il pieno sostegno dell’amministrazione provinciale alla guida tecnica e personale di Rinaldi, auspicando che possa continuare a lavorare con fermezza e professionalità. La vicenda riporta al centro il tema della responsabilità collettiva negli impianti sportivi: il calcio può essere davvero uno spazio educativo solo se ogni forma di discriminazione viene riconosciuta, isolata e contrastata con decisione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.